Il telefono è appoggiato sul tavolo, la registrazione è partita. Davanti ci sono una mappa ancora troppo piena, il libro di storia aperto e tre fogli di appunti. Dopo novanta secondi il discorso si ferma: il collegamento con scienze non regge, una data manca e lo sguardo torna continuamente al foglio. È da questa prova, non dall’ennesima rilettura, che dovrebbe partire la preparazione.
Tra i consigli per l’esame di terza media più utili ce n’è uno poco spettacolare: organizzare il lavoro a ritroso, cominciando da una simulazione dell’orale. In 14 giorni si possono individuare le lacune, distribuire il ripasso degli scritti, ridurre la tesina a una mappa utilizzabile e arrivare all’ultimo giorno senza accumulare tutto. Il piano non sostituisce le indicazioni della scuola, che restano il riferimento per calendario, materiali e modalità operative.
Prima del piano: che cosa prevede davvero l’esame
Per il 2026 l’esame conclusivo del primo ciclo comprende tre prove scritte e un colloquio orale. Gli scritti si svolgono in tre giornate diverse, che possono anche non essere consecutive. Il lavoro va quindi distribuito tra italiano, competenze logico-matematiche e lingue, senza trattare l’orale come un blocco separato da preparare alla fine.
Anche l’ammissione non è automatica. Viene deliberata dal consiglio di classe, che può ammettere uno studente anche in presenza di alcune insufficienze. Questo dato non va letto né come una garanzia né come una condanna anticipata: la situazione individuale deve essere verificata attraverso le comunicazioni e il confronto con la propria scuola.
La pagina ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito dedicata all’Esame di Stato 2025-2026 descrive formalmente prove e colloquio. Non presenta la tesina come una prova nazionale autonoma. Le guide operative sul colloquio pubblicate da testate specializzate per studenti e scuola possono aiutare a organizzare esposizione e collegamenti, ma non sostituiscono quanto comunicato dai docenti. Se la scuola richiede una tesina, una presentazione o una mappa con caratteristiche precise, valgono quelle indicazioni.
Consigli esame terza media, giorni 14-10: registrare e diagnosticare
Giorno 14: un orale a freddo, senza correggersi
Si sceglie il punto da cui dovrebbe partire il colloquio e si avvia una registrazione audio o video. Non serve preparare prima una versione perfetta. La prova deve mostrare ciò che succede davvero: dove il discorso si interrompe, quali passaggi vengono letti, quali parole tecniche sono usate senza riuscire a spiegarle.
Durante la registrazione conviene seguire almeno tre collegamenti tra discipline. Alla fine si riascolta tutto una sola volta e si annotano fatti osservabili, non giudizi generici. “Sono negato in storia” non serve. “Non so spiegare perché questo evento porta al successivo” indica invece un lavoro preciso.
Giorni 13-10: scegliere soltanto tre lacune
Dalla simulazione devono uscire tre priorità. Una può riguardare i contenuti, una il passaggio tra materie e una l’esposizione. Un esempio realistico:
- ricostruire una sequenza storica senza leggere;
- spiegare un concetto scientifico con termini corretti;
- passare da italiano a lingua straniera senza una frase artificiale.
Ogni lacuna va trasformata in una verifica. Per la prima si prepara una sequenza essenziale; per la seconda una spiegazione con esempio; per la terza una frase di raccordo breve. In questi quattro giorni il rischio è allargare continuamente il programma. Meglio chiudere tre buchi visibili che aprirne dieci nuovi.
È anche il momento di portare ai docenti i collegamenti dubbi. Una relazione suggestiva ma scolasticamente fragile può crollare alla prima domanda. Chiedere una verifica prima di rifinire grafica e impaginazione evita lavoro inutile.
Giorni 9-6: alternare italiano, matematica e lingue
Quattro giorni vanno dedicati agli scritti con un’alternanza netta. Non significa studiare tutto ogni giorno. Significa evitare che una materia assorba l’intero periodo perché appare più difficile o più rassicurante.
Il giorno 9 si lavora su italiano: comprensione della consegna, scaletta, sviluppo e revisione. L’esercizio non è soltanto scrivere, ma controllare se il testo risponde a ciò che viene chiesto. Una pagina ben composta ma fuori traccia resta fuori traccia.
Il giorno 8 passa a matematica. Si scelgono esercizi che rappresentano gli errori già emersi durante l’anno. Dopo ogni soluzione va scritto il passaggio in cui si è verificato l’errore: impostazione, calcolo, formula o lettura del problema. Ricopiare la soluzione corretta senza identificare il guasto produce un quaderno ordinato, non un miglioramento verificabile.
Il giorno 7 è riservato alle lingue. Si ripassano strutture, lessico e produzione scritta nelle forme indicate dalla scuola. Il controllo finale deve cercare errori ricorrenti, non parole sofisticate inserite per impressionare.
Il giorno 6 torna sulla materia più debole tra le tre. Si svolge una prova completa o una sequenza di esercizi senza consultare subito gli appunti. Solo dopo si corregge. Il ripasso passivo dà una sensazione di familiarità; la prova mostra ciò che è effettivamente disponibile.
Giorni 5-1: una tesina ridotta, domande impreviste e riposo
Giorni 5-3: la tesina diventa una pagina-mappa
La tesina non deve funzionare come un’enciclopedia in miniatura. Deve permettere allo studente di orientarsi. In una sola pagina si inseriscono il tema centrale, le discipline coinvolte, una parola chiave per ciascun passaggio e le fonti effettivamente utilizzate. Se un collegamento richiede un paragrafo per essere giustificato, probabilmente non è ancora chiaro.
Ogni nodo della mappa deve superare tre controlli: lo studente sa spiegarlo senza leggere, sa motivare il collegamento e sa rispondere a una domanda di chiarimento. Le parti decorative vengono dopo. Un’animazione curata non recupera un nesso che non si sa difendere.
La pagina va confrontata con le richieste della scuola. Gli approfondimenti di settore e le guide sul colloquio offrono spunti pratici, ma formato, presenza della tesina, uso di supporti digitali e modalità di consegna possono dipendere dalle indicazioni locali.
Giorno 2: simulazione con domande non concordate
La seconda simulazione deve essere meno comoda della prima. Un genitore, un compagno o un adulto ascolta l’esposizione e interrompe con domande semplici ma impreviste: “Perché hai scelto questo passaggio?”, “Puoi dirlo con parole diverse?”, “Qual è la causa?”, “Che cosa collega davvero i due argomenti?”.
Non serve imitare una commissione né costruire un interrogatorio. Lo scopo è verificare se il discorso resta in piedi quando cambia l’ordine previsto. Al termine si confronta la registrazione con quella del giorno 14: meno letture, meno blocchi e collegamenti più chiari sono segnali osservabili. Se rimane una lacuna, si corregge quella. Non si riscrive tutto.
Giorno 1: richiamo leggero e materiali pronti
L’ultima giornata non è adatta a recuperare capitoli interi. Si rileggono la pagina-mappa, le formule o gli errori ricorrenti già selezionati. Poi si preparano i materiali richiesti dalla scuola, si controllano orari e luogo e si interrompe il lavoro in tempo per dormire. La stanchezza aggiunta volontariamente non è una tecnica di studio.
Checklist misurabile prima dell’esame di terza media
- Una prima simulazione dell’orale è stata registrata e riascoltata.
- Sono state individuate tre lacune specifiche, ciascuna con una correzione verificabile.
- È stato svolto almeno un lavoro completo per italiano, matematica e lingue.
- Gli errori sono classificati per tipo, non soltanto corretti sul foglio.
- La tesina o mappa occupa una pagina e contiene collegamenti spiegabili a voce.
- I collegamenti incerti sono stati verificati con i docenti.
- È stata svolta una seconda simulazione con domande impreviste.
- Le indicazioni nazionali sono state distinte dalle richieste specifiche della scuola.
- Materiali, orari e modalità di consegna sono stati controllati.
- L’ultimo giorno non contiene nuovi capitoli da studiare.
Da domani basta una prima operazione: registrare l’esposizione senza prepararla di nuovo. Quel file fornirà l’elenco del lavoro reale. Il resto può essere distribuito nei tredici giorni successivi, una correzione alla volta.





